La Business Continuity  NON è una semplice procedura aziendale, bensì un obiettivo costante dell’Impresa.  

Strutturare la propria Organizzazione con il supporto della Business Continuity significa tutelarsi nei confronti degli incidenti, di qualsiasi entità e di qualsiasi provenienza, cioè sia prodotti dall’uomo per incidente o per dolo, sia di origine naturale.

Significa anche tutelare i propri fornitori e i propri clienti insieme alla propria reputazione abbassando considerevolmente il rischio finanziario d’impresa e aumentandone la resilienza

Sono ormai note le testimonianze della potenza di questa metodologia che ha permesso anche nei confronti del peggior scenario possibile, ad esempio l’11 Settembre 2001, di continuare ad erogare il prodotto/servizio tornando in attività in brevissimo tempo e diventando semmai ancor più competitivi.

È una metodologia di controllo del rischio dei processi critici e incentrato particolarmente sulla ripresa dell’operatività globale.

All’interno dei processi coperti dalla Business Continuity vi è il Disaster Recovery, cioè tutte quelle misure messe in atto per permettere un rapido ripristino del sistema, incluso il salvataggio dei dati e delle informazioni.

La perdita dei dati ha sempre rappresentato una grande preoccupazione per le aziende, ma i soli processi di Disaster Recovery non vanno confusi con la Business Continuity e non sono sufficienti per garantire la continuità aziendale.

Per sviluppare la Business Continuity partiamo dalla Business Impact Analysis, la fase più importante focalizzata ad analizzare quali attività, processi e persone, se interrotte, potrebbero impattare negativamente arrecando danni all’azienda o ai suoi Stakeholder.

In base ai risultati della BIA s’identificano le strategie di gestione e mitigazione degli impatti. Quindi, ad esempio, la tipologia di Disaster Recovery è una parte delle strategie di risposta ad un’interruzione, ma si devono identificare anche le risorse umane in grado di attuarle e soprattutto definire in quanto tempo devono e possono essere realizzate.

L’accettazione, la condivisione dei Piani e la formazione sono parti altrettanto importanti dello sviluppo e gestione della Business Continuity. Le strategie e i Piani individuati devono essere infine testati e revisionati secondo determinate scadenze e in base alle necessità aziendali, per poter mantenere efficace e attiva la capacità di risposta alle crisi.

La frase americana “the golden hour” sottolinea l’importanza dell’immediata risposta alle crisi dalla quale potrà dipendere la sopravvivenza dell’intera organizzazione e di tutta la sua catena. La BCM (Business Continuity Management), se implementata correttamente, tutela la solidità aziendale, l’affidabilità, migliorandone la competitività.

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